|

La BIA distrettuale


L'impiego di  strumenti con sei, otto o più elettrodi, ha oggi consentito di valutare le variazioni dell'impedenza nei piccoli distretti corporei.

Il primo strumento a 8 elettrodi fu realizzato da DS Medica – Milano allo scopo di analizzare la risposta impedenziometrica in aree circoscritte:

  • a un arto (studio degli arti superiori edemigeni post mastectomia, o studio delle panniculopatie degli arti inferiori pre e post trattamento);
  • all'addome (studio del gastric empting, studio del grasso viscerale)
  • a un segmento di tessuto (studio dell'impedenza tissutale mediante aghi sottocutanei)

 

Con tale tecnica si ottengono osservazioni utili sul piano della ricerca clinica, più che stime, o quantificazioni delle componenti corporee.

 

La principale finalità clinica permane nell'ambito del monitoraggio degli spostamenti dei fluidi nei tessuti: la panniculopatia, ad esempio, è caratterizzata da diversi stadi di evoluzione patologica dove i primi presentano un'idratazione di tipo edemigeno che può essere osservata localmente, partendo dalla misura dei parametri Z a basse frequenze.

 

Recentemente è stata adottata una peculiare mappatura a livello addominale (supraumbelicale) per  circoscrivere con gli elettrodi la circonferenza della vita e ricavare le aree del tessuto adiposo viscerale, in relazione alle stretta correlazione del medesimo con la patologia endocrino-metabolica.

 

L'obiettivo è quello di predirre il grasso viscerale alla stessa stregua di una Tomografia Computerizzata, o di una Risonanza Magnetica.

 

Sono necessari al riguardo ulteriori studi volti ad accrescere la numerosità della popolazione obesa studiata e, aspetto ancora da dirimere, volti ad escludere gli artefatti indotti da un'alterato quadro idroelettrolitico: un fattore questo che incide sensibilmente sulla misura BIA e che trova un ampio riscontro nell'obesità morbigena.