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La BIA segmentale


Modello a 5 cilindri

L'ultima generazione degli strumenti BIA è rappresentata dall'impedenzimetro segmentale.

 

Questo nuovo dispositivo è stato sperimentato da Organ e altri nel 1994 riesaminando la teoria classica della bioimpedenza che era sostanzialmente basata su un corpo umano “modellato” come un singolo cilindro di resistività uniforme.

Organ ha proposto un modello di approssimazione del corpo umano in una forma più complessa: l'insieme di 5 cilindri, costruiti basandosi sui dati di lunghezza e circonferenza ricavati da un uomo al 50° percentile.

Ci sono 2 cilindri nella parte superiore del corpo (braccia e avambraccio destro e sinistro), un cilindro rappresentativo del tronco e 2 cilindri nella parte inferiore del corpo, rappresentati da coscia e gamba, destra e sinistra.

La resistenza elettrica dei distinti cilindri viene calcolata assumendo che essi abbiano identica resistività e che la resistenza del tronco rappresenti l'unità.

Per l'applicazione della tecnica, oltre ai quattro elettrodi comunemente utilizzati, devono essere aggiunti altri due elettrodi da apporre sul polso sinistro e sulla caviglia sinistra.

 

Sul giovane e sano, risulta sperimentalmente che i valori impedenziometrici degli arti superiori, del tronco e degli arti inferiori stanno in rapporto tra loro di 13,8/1/11,8 rispettivamente. Tale rapporto, definito “indice d'impedenza segmentale”, può essere utilizzato nell'equazioni predittive per valutare la quantità di grasso e soprattutto per descrivere la sua distribuzione sul tronco rispetto a quella delle estremità.

 

Il tronco, che anatomicamente rappresenta il 50% della massa corporea, contribuisce all'impedenza globale con un valore Z minimo: mediamente 25-30 ohms, un decimo circa dei 200-300 ohms degli arti superiori, o di quelli inferiori. Ne deriva che anche la variazione della Z del tronco sia numericamente insignificante e non possa esprimere le grandi variazioni della sua composizione – grasso viscerale, scompenso, versamenti nelle cavità intra-addominali – che poi sono espressione di eventi patologici di indubbia rilevanza clinica.

Va anche sottolineato che i fluidi nelle cavità addominali (ascite ad esempio) influenzano scarsamente la Z del tronco, in quanto la corrente attraversa i tessuti senza disperdersi nei fluidi stessi.


Segmenti misurati con la Bia segmentale

Le variazioni della FFM e della BCM, nel tronco, non vengono quindi adeguatamente descritte dalle variazioni della relativa Z.

Questo non accade per gli arti, in virtù di una geometria prossima a cilindri di sezione bassa e di lunghezza alta; ma anche in relazione all'uniforme distribuzione longitudinale dei tessuti e all'assenza di cavità.

 La stretta correlazione tra la Z degli arti con la FFM e la BCM degli stessi, riveste un certo interesse nell'ambito degli studi condotti su soggetti con  patologia neuromuscolare, sugli sportivi, sugli edemi localizzati (linfedema secondario, mastectomia ad esempio) come anche sui soggetti con adiposità e panniculosi distrettuali, quando costoro vengono sottoposti ai trattamenti localizzati.

 

Nella BIA Segmentale, dunque, l'impedenza totale risulta essere la somma dei tre segmenti - arti superiori, inferiori e tronco - dove il tronco apporta il minimo contributo impedenziometrico.

 

La limitazione viene facilmente risolta misurando separatamente la Z degli arti da quella del tronco, per cogliere di quest'ultimo anche la minima variazione.

Il nuovo metodo supera la limitazione insita nella tecnica BIA a corpo intero, dove i grandi cambiamenti di un distretto corporeo vengono descritti solo in parte dall'impedenza totale.

Ulteriori vantaggi, nell'analisi dei dati grezzi della BIA segmentale rispetto a quelli del corpo intero, sono rappresentati dal fatto che essi non sono basati sul volume di conduzione e non richiedono l'assunzione che la resistività dei tessuti sia uniforme: ciò che rilevi in un segmento appartiene solo a quel segmento!

 

Tali osservazioni, tuttavia,  richiedono che la Z del corpo intero sia la somma esatta dei singoli segmenti e che ogni segmento sia perfettamente identificato e descritto nei suoi valori: ma questo non sempre corrisponde alla peculiarità costruttiva dei prodotti di mercato.